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Discussione: Promuovere l’educazione all’imprenditorialità tra i giovani

  1. #1
    Junior Member
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    Jan 2013
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    4

    Promuovere l’educazione all’imprenditorialità tra i giovani

    Rispondendo all’invito di Speranzina Ferraro, coordinatrice del Forum, inizio una nuova discussione sul tema n. 5 “Promuovere l’educazione all’imprenditorialità tra i giovani” e i suoi legami con l’orientamento.
    L’esigenza di questo tema è sollecitata da molte raccomandazioni comunitarie. Il 9.1.2013- ed è solo l’ultima di diverse azioni in materia- è stata pubblicata la comunicazione della Commissione” Entrepreneurship 2020 Action Plan”, che chiede agli stati membri di attivarsi, vista la preoccupante situazione dell’occupabilità dei giovani in tutta Europa. (http://ec.europa.eu/enterprise/polic...2020-ap_en.pdf). E per affrontare il problema il primo dei tre pilastri è proprio “Entrepreneurial education”. Anche l’Italia e le scuole italiane dovranno fare qualcosa! E poiché è necessario sensibilizzare e formare gli insegnanti vale la pena riflettere su cosa può essere opportuno fare in modo prioritario. Una piccola premessa sul significato del termine. “Educazione all’imprenditorialità” è in questo contesto intesa secondo i principi dell’Agenda di Oslo e della Raccomandazione del Parlamento europeo e del Consiglio del 18 dicembre 2006 relativa alle competenze chiave per l'apprendimento permanente che individua lo "spirito di iniziativa e imprenditorialità" come una delle otto competenze chiave da tener presente in ogni fase e in ogni ambito di istruzione e formazione. Il termine “educazione” identifica la formazione di una mentalità e di un comportamento per la quale possono dare un contributo la scuola, ma anche le altre agenzie formative e i diversi soggetti che promuovono opportunità di educazione informale e non formale.
    La relazione con l’orientamento mi sembra evidente. In quanto sviluppo di uno spirito proattivo, è una competenza di cittadinanza, utile a tutti non solo nel lavoro, ma anche nella vita quotidiana e nella società. Lo sviluppo di un “mindset “imprenditoriale deve cominciare fin dalla scuola e promuovere l’acquisizione di competenze trasversali utili sia nel lavoro indipendente che dipendente, come saper affrontare problemi e risolverli; sviluppare l’assunzione del rischio, prendere decisioni, essere in grado di elaborare un'idea per farne un progetto /prodotto o servizio; etc. Speranzina Ferraro ha ricordato recentemente che come competenza di cittadinanza questi elementi sono compresi nel Piano nazionale Orientamento del MIUR quando si parla di “partecipazione attiva, riconoscimento dei propri punti di forza e di debolezza, assunzione del rischio, progettualità, decisione, responsabilità, etc. (C.M. n. 43/2009).
    L’apertura di questa discussione sul Forum è motivata da alcuni fatti:
    • è stata realizzata una ricerca Isfol sul tema che ho condotto come esperta esterna, con diversi studi di caso . Uno dei risultati è stato il coinvolgimento e l’avvio di una rete fra i principali soggetti interessati a promuovere una cultura del lavoro innovativa, fra cui il Ministero dell’istruzione, il Ministero dello Sviluppo Economico, Unioncamere, le organizzazioni imprenditoriali, alcune Regioni.
    • è stato proposto alla condivisione e al confronto fra i soggetti citati un documento, propedeutico alla formulazione di Linee guida in materia, che raccoglie le riflessioni emerse dalla ricerca Isfol e dal Workshop del 13 dicembre 2012.
    • è iniziato nei mesi scorsi il progetto triennale “The entrepreneurial School”, sostenuto dalla Commissione Europea e coordinato in Italia da Junior Achievement,che ha come obiettivo la formazione di 450 insegnanti e la produzione di una “guida virtuale”.

    A tal fine credo che potrebbe essere utile un vostro contributo in relazione a :
    • segnalazione di scuole e di esperienze significative già attive
    • proposte, contributi di riflessione e di analisi su fattori di successo e criticità per la formazione di questa competenza chiave (didattica laboratoriale, learning by doing, peer to peer, educazione non formale, reti territoriali, etc.)

  2. #2
    Junior Member
    Data registrazione
    Jan 2013
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    7
    Educazione all’imprenditorialità

    Nella mia esperienza scolastica ho visto (e anche seguito) numerosi progetti di educazione all’imprenditorialità, il primo circa vent’anni orsono.
    Il problema quindi è stato affrontato ben prima che, fra le competenze di cittadinanza europee, apparisse quella definita come spirito di iniziativa e imprenditorialità.
    Attualmente nel POF dell’Istituto in cui insegnavo (ISIS Malignani di Cervignano del Friuli) è in atto un progetto di simulazione d’impresa, così presentato:
    “Prendendo lo spunto dalle azioni sperimentate negli anni precedenti (Officina studenti, Dalla business-idea al business plan, Junior achievement, collaborazione con IRECOOP) il progetto intende sostenere le azioni didattiche che favoriscono lo sviluppo di competenze imprenditoriali, anche utilizzando le risorse messe a disposizione da Enti diversi per la partecipazione alle selezioni e concorsi nazionali, ed eventualmente utilizzando la piattaforma ministeriale IFS” (http://www.ifsnetwork.it/portale_ifs/index.php)
    I fattori di criticità che ho rilevato sono gli stessi che riguardano generalmente i progetti nelle scuole:
     Sono condotti da pochi insegnanti innovativi di buona volontà che non riescono a coinvolgere gli altri colleghi
     Rischiano di essere operazioni temporanee in dipendenza da proposte esterne, che spesso non vengono replicate
     Costituiscono un “territorio” separato rispetto alla didattica ordinaria, che procede secondo modalità tradizionali
     Quindi, pur essendo fortemente motivanti per gli studenti, non entrano, istituzionalmente e stabilmente, nell’offerta formativa degli Istituti.
    Non a caso il prof. Nicoli, che segue per conto dell’USR Friuli Venezia Giulia, la formazione insegnanti sulla didattica per competenze, fa sempre riferimento alle competenze chiave europee e non a quelle italiane del D.M. 139/2007 sull’obbligo, proprio perché il MIUR non contempla fra le competenze chiave “spirito di iniziativa e imprenditorialità”. È d’altra parte evidente che gli stessi metodi richiesti dalla didattica per competenze (didattica laboratoriale, learning by doing, peer to peer) sono congruenti con l’educazione all’imprenditorialità. Ma indubbiamente ci vorrà tempo perché tali approcci diventino nelle scuole un patrimonio condiviso.

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