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Discussione: Processi da avviare per un orientamento volto all'inclusione sociale

  1. #1
    Junior Member
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    Jan 2013
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    7

    Processi da avviare per un orientamento volto all'inclusione sociale

    Si tratta di un interrogativo chiave, che non è possibile eludere, ma cui è molto difficile dare risposte operative, perché coinvolge, in un periodo di crisi sistemica, forse davvero epocale, l’intero modello di sviluppo sociale e culturale e non soltanto economico.
    È ovvio che i processi da avviare riguardano la dimensione politica nella sua più ampia accezione, ma, per evitare che questa consapevolezza si traduca in un senso di rassegnata impotenza (che oggi aleggia in molte istituzioni), è necessario ricordare che la polis siamo noi, nell’ottica della res publica, Stato-comunità, e non solo dello Stato-apparato. Ogni servizio, ogni istituzione ed ogni professionista al loro interno sono chiamati ad assumersi una responsabilità nei confronti dei giovani per offrire, nel concreto, le maggiori opportunità possibili di inclusione sociale. Spesso le affermazioni “Il sistema funziona così, non posso farci niente, non dipende da me” sono, almeno in parte, degli alibi. Se è vero che nessuno di noi è in grado di modificare radicalmente il sistema (e neppure di prevedere realisticamente il funzionamento di un sistema alternativo), è anche vero, come afferma Morin, che “La trasformazione interna parte da creazioni innanzitutto locali e quasi microscopiche… Ogni evoluzione è frutto di una devianza riuscita, il cui sviluppo trasforma il sistema nel quale essa è nata.”
    Per avviare il processo bisogna innanzitutto credere che sia possibile, coltivare la speranza e la resilienza, costruendo reti di collaborazione e di diffusione di buone pratiche a livello territoriale.
    Purtroppo il senso di catastrofe incombente che spesso si respira anche dentro le istituzioni educative non contribuisce certo a sorreggere una progettualità giovanile.
    Come affermava Bonhoeffer in circostanze ben più tragiche di quelle odierne, ci è richiesto “di individuare un rapporto fruttuoso con gli eventi storici, al di là della sterile critica e del non meno sterile opportunismo. Chi parla di soccombere eroicamente davanti ad un’inevitabile sconfitta, fa un discorso in realtà poco eroico, poiché non osa levare lo sguardo al futuro. Per chi è responsabile la domanda ultima non è: come me la cavo eroicamente in quest’affare, ma: quale potrà essere la vita della generazione che viene.”

  2. #2
    Junior Member
    Data registrazione
    Jan 2013
    Messaggi
    1
    rappresenta sicuramente un tema di grande attualità la tematica relativa all'orientamento e all'inclusione sociale. Per garantire a tutti pari opportunità è necessario ripensare l'organizzazione dei servizi in un'ottica di rete integrata. troppo scollamento esiste tra scuola, formazione e lavoro, e i giovani con minori possibilità rischiano di esserne esclusi (drop out, mmigrati e disabili, etc).
    Progetti per favorire l'inclusione socio lavorativa ancora sono piuttosto limitati. Come costruire la rete ed il raccordo sul territorio?
    daniela

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